La tempesta di Primavera è un poema sinfonico diviso in due movimenti, La Tempesta e Il Risveglio della Natura, e venne commissionato all’autore nel 1996 dall’associazione Un Tempio per la Pace in occasione di un concerto di gala nella Basilica della SS Annunziata in Firenze con l’Orchestra Ricercare Strumentale Italiano diretta da David Muntoni. Questa musica è stata concepita con un organico orchestrale ma presenta ampi tratti di scrittura cameristica, ogni strumento possiede le sue parti, brevi o ampie, di assoli. Spesso accade che gli strumenti entrino in scena per famiglie, legni, ottoni, archi o percussioni e arpa. La prima parte descrive una tempesta che sopraggiunge da lontano nel cielo terso e caldo della primavera. Dopo un inizio dolce e solare si notano le prime avvisaglie, l’avvicinarsi di nuvole nere, sottolineate dai colori orchestrali del contrabbasso e della tuba. Segue un episodio, introdotto dal quartetto di legni, che descrive l’ebbrezza della primavera, con un tema che sarà ricorrente nel corso del brano. Dallo stato emozionale, si ritorna al fatto puramente fisico della perturbazione, l’aria si raffredda (primi e secondi violini), comincia a diventare umida (oboe e flauto), vi sono le prime gocce di timida pioggia sottolineate dall’arpa mentre il fagotto, nel suo registro alto canta una melodia triste e piena di nostalgia. Sulla stessa base orchestrale si inseriscono contemporaneamente il quartetto di ottoni e un solo dei contrabbassi che portano all’inizio vero e proprio del temporale. Dopo una parte nella quale si susseguono rapidi interventi di tutti gli strumenti d’orchestra, che deve esprimere un momento di confusione atmosferica, la situazione si placa ed inizia un tema con gli archi pizzicati, una debole pioggerellina che fa da sfondo ad interventi dei fiati e a un solo di arpa. Ricomincia il turbine orchestrale che porta come naturale sfogo il ritorno della luce del sole col tema trasposto dell’ebbrezza della primavera. La seconda parte, di carattere più intimo, descrive solo una sensazione immaginaria, quella del risveglio della natura e delle forme di vita dopo il caos della tempesta.