L’ ha detto la radio a Roma l’ 11 dicembre

image_pdf

La storia della radio, dal 1924 a nostri giorni, raccontata da Antonio de Robertis grazie alle voci e alle immagini dei protagonisti che ne hanno fatto la storia e impreziosita dalla musica del Novecento, eseguita dal flautista Roberto Fabbriciani e dal pianista Cesare Valentini.

Haydn – Quartetto n. 7
Gershwin – I love you Porgy
Fabbriciani – Birds
Valentini – Intermezzo dall’opera “L’Audizione”
Fabbriciani – Preludio a una canzone
Garner – Misty
Green – Body and soul
Maderna – Serenata per un satellite

Great success of public and critics for “Oltremare” premiere in Bari Cathedral

image_pdf

 

Great success of public and critics for “Oltremare” premiere in Bari Cathedral. Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari was conducted by Maurizio Colasanti.

“Una situazione ricca di fremiti, tensioni, dolori e speranze, rispecchiata in una musica in cui la modernità é evidente, ma mai sterililmente preponderante, e con un linguaggio che avvince l’ascoltatore”

(A situation full of thrills, tensions, pains and hopes, reflected in a music in which modernity is obvious, but never infertilely predominant, and in a language that captivates the listener)

Nicola Sbisà, La Gazzetta del Mezzogiorno

Elementi di Metafisica Pianistica (for piano and live electronics)

image_pdf

Spazio e tempo di un pianoforte che risuona al di là di noi. Uno strumento che esprime la sua potenza senza essere al nostro servizio, senza accondiscendere a stli, estetiche, linguaggi che non siano propri della sua naturale essenza sonora.
Pianoforte, Cesare Valentini
Live electronics: harmonizer with a 7th up and a 7th down, two delays (4 and 8 seconds)

Blu Cobalto

image_pdf

This is the first of a project of solo instruments pieces called colors and inspired by the color of the sound of each instrument. Every piece is written in one position/chord/multiphonic and all that you can listen (chords, melodies, rythms) is created by partials of a multiphonic that have a F quarter tone as fundamental. Blu Cobalto is a commission of the flutist Roberto Fabbriciani that premiered the piece in 4th June 2011 giving to the work his magic coloristic and virtuose art of playng. During all the work he doesn’t move his hand by the position and in a live performance you can watch a performer with stop hands on the flute. Blu Cobalto requires an “active” role of the player that has all the sounds in the multiphonic but must “search” and listen every note or chord in which wants to put the focus on. All partials are not tempered and create a natural tuning sound. At the end of the video a blue image of the cat Swrap that loves the vibrations of this music.

Le accordature dell’arpa

image_pdf

skip_post_thumb

Notoriamente si parla dell’arpa come di uno strumento diatonico per la sua natura costruttiva e per il fatto che nel periodo classico-romantico è stata usata accordando le corde per tonalità. Poiché i pedali sono 7, sette saranno le note all’interno di un’ottava. Ogni pedale agisce su tutte le corde che hanno quella stessa intonazione nelle diverse ottave. Solo le due corde più basse non riflettono l’uso dei pedali e devono essere accordate all’inizio (durante il brano è praticamente impossibile perché è necessario usare una chiave).

I pedali sono così disposti: RE – DO – SI \ MI – FA – SOL – LA che corrispondono a piede sinistro e destro. Se abbiamo un passaggio in do maggiore non è necessario specificare la posizione dei pedali, l’esecutore vedrà facilmente da solo quali pedali dovrà usare. Ma se abbiamo dei passaggi cromatici (apparentemente sembrerebbero ineseguibili poiché le note in un’ottava sono solo 7) sarà opportuno specificare l’accordatura lasciando il tempo all’esecutore di provvedervi prima di iniziare il passaggio. Per fare ciò dobbiamo considerare che ogni pedale ha 3 posizioni, alta, centrale e bassa che corrispondono a bemolle, naturale e diesis. La posizione alta è quella con migliore sonorità perchè mantiene le corde alla massima lunghezza. Per un passaggio in do maggiore l’arpista dovrà posizionare tutti i pedali al centro poiché ha bisogno di suoni naturali per la scala di do maggiore. Se dovrà suonare un passaggio in sol maggiore metterà tutti i pedali al centro tranne quello del fa che sarà in posizione bassa in modo tale che tutti i fa diventino diesis. In questo modo, conoscendo la tonalità, l’esecutore potrà disporre i pedali ed eventualmente cambiarli di posizione se vi è una modulazione. Tenendo conto che ogni pedale può essere cambiato di posizione a nostro piacimento possiamo creare accordature che non corrispondono a scale ma che possono essere di grande effetto per la musica moderna. Ad esempio, creare dei cluster o particolari scale etniche.

Prendiamo ad esempio l’accordo iniziale del mio lavoro per orchestra “Fluttuazioni Quantistiche”:

L’accordo è così composto, partendo dal basso verso l’alto: si diesis, do diesis, re naturale, mi bemolle, fa bemolle, sol diesis e la diesis. Enarmonicamente potrei scriverlo nel seguente modo: do, do diesis, re, re diesis, mi, sol diesis e la diesis. Come si può facilmente notare la prima parte dell’accordo è un cluster poiché le note da do a mi sono a distanza di semitono, rimangono isolate solo le note più alte, il sol diesis e il la diesis. Chiaramente dovrò scriverle in partitura esattamente come sono e non nell’esempio enarmonico perché, pur essendo l’accordo eseguibile come si denota, ciò metterebbe in crisi l’arpista che dovrebbe riscriverlo per capire quali pedali usare. Infatti, se voglio do naturale e do diesis dovrò usare si diesis e do diesis oppure do naturale e re bemolle perché bisogna tenere conto che ogni nota che corrisponde ai pedali ha tre posizioni e il pedale del do non può essere contemporaneamente in posizione naturale (centrale) e diesis (bassa).

Una volta comprese le possibilità che lo strumento possiede sarà opportuno inserire un simbolo o scrivere il nome dei pedali. Vi sono vari sistemi ma quello che ritengo più congeniale, oltre ad essere il più usato a livello internazionale è il diagramma (con le posizioni dell’accordo di esempio):

RE – DO – SI \ MI – FA – SOL – LA

E’ molto semplice ed intuitivo a livello visivo e rappresenta i 7 pedali nella loro naturale disposizione e con le posizioni, alta, centrale e bassa.Possiamo leggerli seguendo il diagramma, abbiamo una posizione centrale e due basse poi due alte e due basse, ovvero:

re naturale, do diesis, si diesis / mi bemolle, fa bemolle, sol diesis e la diesis

che altro non è che l’accordo (diversamente disposto) dell’esempio.

Considerando che possiamo accordare come vogliamo i pedali facendoli anche coincidere col nostro moderno e cromatico passaggio, abbiamo delle ampie possibilità con una sola arpa, con 2 possiamo avere il totale cromatico (+ 2 note che però possiamo accordare all’unisono con altre ad es. si diesis e do naturale).

Questo uso dell’arpa che permette di sfruttare tutte le possibilità di uno strumento che molto spesso viene considerato ingiustamente antiquato, ci permette di utilizzare il suo magico suono in modo non banale ma estremamente moderno, basti pensare ai glissandi, la caratteristica più tipica dello strumento. Un glissando tonale, seppur inserito in una musica atonale, ci darebbe, all’ascolto, un’idea antica di musica impressionistica ma un glissando con una accordatura insolita e un bel cluster ha nella musica moderna un altro sapore ed è facilmente collocabile, con un sapiente uso, anche nei più difficili passaggi cromatici in velocità. Una volta posizionati i pedali, per lo strumentista, sarà molto facile ad esempio suonare una melodia cromatica come l’esempio riportato. Bisognerà solo fare attenzione a come si scrive in partitura seguendo attentamente i pedali. Se alzo il pedale del fa scriverò un fa bemolle e non un mi! E avere l’accortezza di disegnare il giusto diagramma corrispondente all’accordatura che abbiamo scelto.